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Con la patecipazione della Provincia di Forlì-Cesena. Assessorato alla Cultura


Con Il contributo del Concorso
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Questa è la Categoria: Bacheca
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Bacheca

Bacheca : <b>LA CITTA' NASCOSTA. Centro Anch'io 2015-2016</b>
Martedì, 30 Settembre 2014 - 10:15 Inviato da : Eddi




  "di George Orwell, 1984
"Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato [...].
Credi davvero che il passato abbia un'esistenza reale? [...].
Il passato esiste forse concretamente nello spazio? C'è da qualche parte un luogo, un mondo di oggetti solidi, dove il passato sta ancora avvenendo? [...] dove esiste il passato, seppure esiste?".
"Nei documenti. Vi è registrato". "Nei documenti. E... nella mente. Nella memoria degli uomini".."


UNA CITTA' NASCOSTA TUTTA DA SCOPRIRE ... E una MEMOTECA DI QUARTIERE


La CITTA' NASCOSTA è il progetto di ViaTerrea, beneficiario del finanziamento del bando "Centro Anch'io" di Coop Adriatica 2015-2016.

Oggi in Italia 1 bambino su 4 è disconnesso da luoghi e servizi culturali fondamentali per il loro sviluppo (teatro, cinema, musei, musica, aree archeologiche, libri, aree naturali), contribuendo alla diminuzione del senso di appartenenza alla comunità, con devastanti ricadute sulla coesione sociale. La città di Cesena non è immune da questo, ospitando numerose famiglie di immigrati e persone con disagio, ma anche una ricca memoria storica, angoli di marginalità e degrado e spazi di grande socialità (area ex zuccherificio).

Il progetto “LA CITTA’ NASCOSTA”, propone di “ricollegare” il mondo dell’infanzia (e delle famiglie svantaggiate) ai servizi culturali e ambientali della città, fondamentali per la crescita di persone equilibrate e cittadini consapevoli. Il recupero della memoria di quartiere, la sistemazione delle aree di verde pubblico e la realizzazione di eventi culturali e corsi (di arte e scienza) gratuiti, contribuirà a diminuire quel distacco tra famiglie ricche e famiglie povere, rispondendo all’innato bisogno umano di cultura e bellezza.

Questa pagina della MEMOTECA ospiterà tutti i documenti, le foto e le video interviste della nascente MEMOTECA DEL QUARTIERE CENTRO di Cesena.
Cercheremo di conoscere la ricchezza umana e storica del quartiere, partendo dalla memoria del passato fino alle recenti migrazioni, realizzando attraverso una serie di video interviste ad anziani e migranti una Memoteca di Quartiere, archivio della “ricchezza umana” della comunità.

Per informazioni: cell. 333 4215136 - infoviaterrea@gmail.com


Grazie al contributo di:




  • E-book della Memoteca scarica i testi del la biblioteca online

  • Resistenza a Cesena

  • CERCA, testi e documenti all’interno della Memoteca (ricerca interna)

  • MAPPA DELLA MEMOTECA, elenco ragionato delle risorse del portale

  • La stella del Minatore
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    Bacheca : Cultura e scuola
    Martedì, 15 Aprile 2014 - 19:05 Inviato da : Eddi


    “La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri"

    Antonio Gramsci


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    Bacheca : Fascismo e popoli Slavi
    Martedì, 11 Febbraio 2014 - 12:47 Inviato da : Eddi

    "Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. [...] I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500mila slavi barbari a 50mila italiani"
    (Benito Mussolini, Discorso a Pola del 24 settembre 1920)

    I NUMERI DEL COLONIALISMO ITALIANO SOTTO IL REGIME FASCISTA


  • Italianizzazione forzata (fino al divieto dell'uso della lingua croata in famiglia) di tutti gli enti pubblici, scuole e associazioni culturali croate, che provocò un esodo di 70.000 Croati e Sloveni verso la Jugoslavia.

  • 45.000 civili sloveni e croati uccisi dai fascisti; 95.000 arrestati e internati.

  • 15 campi di concentramento italiani in Jugoslavia e 14.000 prigionieri deceduti nei lager italiani in Slovenia;

  • 1000 ostaggi fucilati dall’esercito italiano nel territorio di Lubiana tra il 1941 e il 1943;

  • 35.000 persone deportate in Italia nei campi di concentramento;

  • 4.500 morte nel campo dell’isola di Arbe.

    Per non parlare delle vittime libiche, etiopi e somale.

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    Bacheca : <b>Violenze in parlamento!</b>
    Martedì, 04 Febbraio 2014 - 07:49 Inviato da : Eddi

    di Pasquale Videtta



    «Mai vista tanta violenza», «siamo al punto più basso», «il M5S è eversivo», «siamo al degrado totale», «mai in Parlamento cose del genere». Tutto questo perché il M5S ha occupato i banchi del Governo, ha protestato contro la ghigliottina e ha legittimamente usufruito dell'ostruzionismo.

    Il 18 Marzo del 1949, dopo la votazione che sancì l'adesione dell'Italia alla Nato, Giuliano Pajetta (Pci) si lanciò «a catapulta» (citazione del resoconto parlamentare») contro un collega, dando inizio ad una maxi rissa di quindici minuti che vide persino il lancio di un cassetto. Giulio Andreotti descrisse così l'episodio: «Si andò avanti a oltranza, tre giorni e tre notti. Però l’ ostruzionismo comunista, più che sulla logorrea, puntava sulle intemperanze, per far sospendere la seduta. Ai Comuni i deputati britannici solevano leggere la Bibbia. A Montecitorio volavano insulti, talora anche banchi».

    L'1 Aprile del 1952 è un deputato della Dc, Albino Stella, a rendersi protagonista di una scazzottata contro il monarchico Ettore Viola.

    Il 29 Marzo del 1953 si raggiunse l'apoteosi: in Aula si discuteva della cosiddetta «legge truffa» voluta dalla Dc. I minuti di rissa furono 50 e portarono al ferimento e alla "fuga" del presidente del Senato Meuccio Ruini, colpito da una tavoletta e contestato per il suo operato durante la discussione. Volarono i banchi. Particolarmente acceso fu Sandro Pertini, che si rivolse così al Presidente del Senato Ruini: «Lei non è un presidente, è una carogna! Un porco!». Prima di Ruini, sempre durante la discussione della «legge truffa», si dimise per la paura un altro Presidente del Senato, Giuseppe Paratore, anche lui vittima di lancio di tavolette, mentre gli esponenti del Pci invocavano una piazzale Loreto per i democristiani.

    Ancora: il 4 Dicembre del 1981, durante una rissa, il Radicale Cicciomessere salta sui banchi del Governo, cade a terra e viene quasi assalito dai deputati del Pci, fermati in tempo dai commessi.

    A proposito di ostruzionismo: il Radicale Teodori parlò per 16 ore e 15 minuti, ma fu superato da un suo collega di partito (Boato), che parlò per 18 ore. Cerruti del Pci, nel 1949, parlò per 8 ore per evitare l'ingresso dell'Italia nella Nato. Negli anni '80, il Pci si rese ancora una volta protagonista dell'ostruzionismo: si ordinò persino ai deputati di aumentare la durata degli applausi. Sempre l'ostruzionismo del Pci, impedì a Craxi (anche se solo provvisoriamente) di attuare il taglio della scala mobile.

    Erano proprio fascisti ed eversori questi comunisti, democristiani e radicali.

    (grazie a Polis Blog, repubblica.it, archivio del Corriere, il Giornale e Panorama, senza i quali sarebbe stato impossibile ricostruire alcuni episodi celebri)

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    Bacheca : <B>Memors. Il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia</B>
    Lunedì, 27 Gennaio 2014 - 17:42 Inviato da : Eddi

    Memors. Il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia. La persecuzione dei Rom e dei Sinti nel periodo fascista.



    Il Porrajmos in Italia indica la persecuzione subita dalle minoranze linguistiche sinte e rom durante il fascismo. Gli studi su questa pagina di storia italiana risalgono appena all’ultimo decennio ed il progetto Memors è la prima ricerca organica su questa tematica. A partire dagli Anni Venti, la politica fascista si è progressivamente radicalizzata delineando quattro periodi di riferimento: 1922-1938: i respingimenti e l’allontanamento forzato di rom e sinti stranieri (o presunti tali) dal territorio italiano; 1938-1940: gli ordini di pulizia etnica ai danni di tutti i sinti e rom presenti nelle regioni di confine ed il loro confino in Sardegna; 1940-1943: l’ordine di arresto di tutti i rom e sinti (di cittadinanza straniera o italiana) e la creazione di specifici campi di concentramento fascisti a loro riservati sul territorio italiano; 1943-1945: l’arresto di sinti e rom (di cittadinanza straniera o italiana) da parte della Repubblica Sociale Italiana e la deportazione verso i campi di concentramento nazisti. L’intero percorso verso la persecuzione di rom e sinti in Italia è stato supportato dagli studi di docenti universitari, tra i quali Guido Landra, che elaborarono e diffusero i concetti relativi alla pericolosità razziale di queste minoranze linguistiche.

  • QUESTO IL SITO: Memors. Il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia



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  • CERCA, testi e documenti all’interno della Memoteca (ricerca interna)




  • Il richiamo della fraternità

    Non è confinato in una razza,

    in una classe, in una élite,

    in una nazione.

    Viene da coloro che, ovunque siano,

    lo sentono in se stessi,

    e si rivolge a tutti e a ciascuno.

    Ovunque in tutte le classi,

    in tutte le nazioni,

    ci sono degli esseri di buona volontà

    per i quali il suo messaggio

    è il loro messaggio.

    Forese sono più numerosi fra gli inquieti,

    i curiosi, gli aperti,

    i teneri, i meticci, i bastardi

    e altri incroci.

    Edgar Morin




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