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Con la patecipazione della Provincia di Forlì-Cesena. Assessorato alla Cultura


Con Il contributo del Concorso
"Le Nostre Montagne"
dell'Assessorato ai Beni Naturali ed Ambientali della Provincia di
Forlì-Cesena


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Interviste
Giovedì, 05 Gennaio 2006 - 11:21 - 6865 Letture


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"Non vi è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo,non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre". Pier Paolo Pasolini



La Memoteca contiene numerose interviste ai protagonisti della Resistenza romagnola e italiana. All'interno del sito troverai anche i ricordi di artigiani, storie di vecchi mestieri e memorie di quel mondo che da lontano è arrivato sino a noi (Il materiale è in fase di digitalizzazione).

  • CERCA, testi e documenti all’interno della Memoteca (ricerca interna)

    E-book della Memoteca scarica i testi del la biblioteca online

  • scarica l'elenco dei VIDEO REALIZZATI DALLA MEMOTECA.(pdf) Tutti i video sono richiedibili alla redazione, scrivi a: memo@memoteca.it
    I video sono gratuiti, si richiede un contributo di 5 euro per le spese di spedizione.


    Riportiamo di seguito un primo elenco delle persone intervistate (cliccando sui nomi potrai leggere le interviste)



  • Francesco Agnoletti ( massaggiatore sportivo)

  • PierNicola Bandini (fabbro)

  • Umberto Fusaroli (Partigiano, commissario politico della brigata Garibaldi in Romagna. Combattente per l'indipendenza del Mozambico)


  • Tezo Tassinari (Antifascista della 29esima brigata GAP, testimone dell'incontro tra il partigiano Silvio Corbari e il fascista Conte Marabini)

  • Berto Maestri (antifascista, reduce della campagna di Russia)

  • Aguinaldo Manuzzi (antifascista, reduce della campagna di Russia)

  • Foscolo Lombardi (Liutaio)

  • Giovanni Menghi (antifascista, 29esima brigata GAP)

  • Rolando Bertoni (Antifascista, prigioniero in Germania)

  • Carlo Errani(partigiano della brigata Garibaldi)

  • Fernando Zanfini (antifascista)

  • Vitaliano Ravagli (nato ad Imola nel 1934. La sua infanzia è segnata dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Nel dopoguerra partecipa a molte manifestazioni represse dalla Celere del Ministro Scelba. Nel 1956, renitente alla leva, si arruola in una sorta di brigata internazionale e, tramite canali clandestini, arriva in Laos, nelle cui giungle rimane per diversi mesi.)
  • Leggi: I sentieri di Viataliano, memorie del Vietcong romagnolo

  • Magnani Rosvaldo (detto Stampa, conoscente di Mario Buda, alias Mike Boda)

  • Lanzetti Arnaldo (antifascista)

  • Sanzio Talacci (fondatore e presidente dell'Auser provinciale di Forlì-Cesena)

  • Ilario Fioravanti
    (Nato a Cesena il 25 settembre 1922, accostandosi per un certo periodo agli artisti della scuola cesenate (Caldari, Cappelli e Sughi), dopo la laurea in architettura nel 1949 si dedicò per un quindicennio alla professione abbandonando l'attività artistica e solo negli anni Sessanta ritornò alla scultura realizzando da allora ritratti con un linguaggio di marcata semplificazione formale avvicinabile al primitivismo di Arturo Martini. Di recente la Fondazione Balestra gli ha organizzato la personale “Ilario Fioravanti. Le immagini dei sogni” nel castello di Borgomaggiore, nella Repubblica di San Marino.

  • Secondo Urbini da Masrola



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    LINK


  • «ASCE DI GUERRA, In cerca del Vietcong Romagnolo di Wu Ming & Vitaliano Ravagli. (e-book, pdf)

  • Eccidio di Tavolicci. La sera del 21 1uglio, una squadra di ufficiali della Guardia Nazionale Fascista si avvicinò a Tavolicci assicurando alle persone del paese che non sarebbe stato fatto loro alcun male. La notte del 22 luglio 1944, mentre tutti dormivano, una squadraccia di circa 9-10 soldati fascisti arrivò e ordinò alle persone di alzarsi e vestirsi. Per mano loro sono state barbaramente uccise 64 persone di cui 19 erano bambini di età inferiore al 10 anni..

  • Scarica i testi e le storie della Memoteca

  • Vai a: Testamento di Tigre

  • Leggi: Come nani sulle spalle di giganti, educare alla Memoria

  • Vai a: Le Nostre Vite, progetto d’Arte e Memoria

  • Vai a: Cesena 1944, galleria fotografica

  • Leggi: Lettera del partigiano Umberto Fusaroli alle Istituzioni

  • Vai a: Arte dell’Ascolto Attivo, tecniche per l’incontro





    Dedicato a Rolando


    Dopo tanto viaggiare Rolando Bertoni ci ha lasciati, aveva 85 anni e con noi ha condiviso memorie e progetti. Il breve racconto che segue è tratto dalla sua storia, scritta nel libro “LA MIA ODISSEA” a cura di Maurizio Balestra. E’ un ottimo esempio di come l’umorismo e la non collaborazione con l’antagonista ci aiuta ad uscire da una cornice culturale chiusa e senza soluzione per creare un terreno comune d’incontro.

    Siamo nel 1943 in Germania, Rolando Bertoni è prigioniero di guerra, non più una persona ma un numero...e così ci racconta:

    “Arriviamo in fabbrica. Pochissimo tempo per l’appello e poi tutti ai nostri posti. Il mio capo reparto è tedesco, figlio di tedesco, o forse di più d’uno. E’ un insieme di fede cieca e di indiscussa obbedienza al partito; intransigente, convinto della vittoria del nazismo e lavoratore instancabile; di quelli, cioè, che vanno dritti con la testa contro il muro, sicuro di passare dall’altra parte. Ogni mattina lo trovo al suo posto, che fuma la sigaretta appoggiato alla fresa e ha già il giornale.
    “Buon giorno” dico io. “Nein buon ciorno, heil Hitler!” “Buon giorno” ripeto io, facendo finta di non capire; a questo punto mi arriva un sonoro ceffone che io incasso senza batter ciglio.

    E’ così tutte le mattine e per diversi giorni, fino a quando, un mattino, invece di dire “buon giorno” mi presento a lui con la faccia protesa, pronto a ricevere il quotidiano ceffone. Si mette a ridere. Capisce che anch’io sono tutto d’un pezzo e che non lo saluterò mai dicendo viva Hitler. Da quella volta mi prende in simpatia; appena arrivo mi stende di nascosto, guardando bene in giro che nessuno lo veda, una sigaretta facendomi capire che non posso fumarla lì e di metterla in tasca.”

    Grazie Rolando



    Altri LINK

  • Leggi: Piero Calamandrei, discorso agli studenti

  • Leggi: Sindrome di Stalingrado

  • Vai a: Archivi della Memoria

  • Ascolta: i Canti della Resistenza

  • Vai a: Arte dell’Ascolto Attivo, tecniche per l’incontro



    SENTIERI DELLA MEMORIA



  • Vai a: TESTI e INTERVISTE

  • Vai a: Biblico-Filmografia utile

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